Memoria
13-28 settembre 2025
Palazzo Sarcinelli
Conegliano (TV)
Inaugurazione:
sabato 13 settembre alle 19:00
Orari della mostra:
Giovedì e Venerdì18:30-22:00
Sabato 10:00-13:00 e 15:00-22:00
Domenica 10:00-13:00 e 15:00-20:00
Ingresso gratuito
Il tema della mostra
La memoria non è solo un magazzino di ricordi. È un luogo in cui passato e presente si incontrano e si intrecciano. È ciò che ci permette di dare senso alla nostra esperienza, un filo continuo che lega ciò che siamo stati a ciò che siamo. È nella memoria che il tempo si piega su se stesso, consentendoci di abitare simultaneamente più dimensioni temporali: ciò che siamo stati non è mai completamente lontano, ma continua a vivere dentro di noi, modellando la nostra percezione e le nostre scelte.
Platone parlava della memoria come di un’anamnesi, un “ricordare” che va oltre il semplice recupero di dati, un risveglio di una conoscenza già insita nell’anima. In questa prospettiva, la memoria non è mera passività, ma atto creativo, un movimento che riporta alla luce ciò che sembrava perduto o dimenticato, rimettendo in gioco la nostra identità in modi sempre nuovi.
Henri Bergson la concepiva come la durata stessa della coscienza, dove passato e presente si fondono in un continuum interrotto solo dalla nostra attenzione consapevole. La memoria, infatti, non è mai una fedele riproduzione del passato: è invece la nostra interpretazione, la nostra personale rielaborazione, che costruisce significati e senso. Questa mostra vuole essere un invito a fermarsi e riflettere sulla memoria non solo come ricordo, ma come un atto vitale e necessario per comprendere noi stessi e la realtà che ci circonda. Essa non è un archivio statico, ma un laboratorio creativo, in cui ogni ricordo si trasforma in immagine e narrazione, capace di parlare al cuore e alla mente.
Diciassette fotografi di Inquadra hanno esplorato la memoria come un atto creativo e riflessivo, ognuno con uno sguardo personale. Il loro lavoro ci mostra come la memoria non sia un semplice ripensare, ma un modo per riscoprire, interpretare e dare nuova vita alle tracce del tempo. Dentro e fuori di noi.
Organizzata dall’associazione Inquadra, la collettiva diventa così un luogo in cui la memoria si fa visione e dialogo. Offre uno spazio dove il ricordo si trasforma in immagine, e queste immagini ci invitano a riflettere sul valore del passato nella costruzione del nostro presente e delle nostre prospettive future.
Non illudiamoci che la memoria sia fatta di vaghe ombre.
È fatta di occhi, che ti guardano dritto in faccia; e di dita, che ti accusano.
Dirk Bogarde e Charlotte Rampling ne “Il portiere di notte” di Liliana Cavani (1974)












